Dieta senza carboidrati | E’ bene eliminarli?

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Dieta senza carboidrati | Sempre più persone oggi decidono di smettere di mangiare carboidrati. C’è chi lo fa per un buon motivo e per problemi di salute precise o chi lo fa perché è una moda o perché vorrebbe buttare giù qualche chilo.

In ogni caso è importante che si capisca cosa succede all’organismo quando si smette di mangiare carboidrati e quali sono le fasi in cui si va incontro diminuendo i carboidrati dalla dieta.

Una volta capite le fasi e tutti i passaggi a cui si va incontro, si imparerà perché è utile farlo, quali sono i sintomi positivi e quelli negativi per poter affrontare questo percorso nel modo migliore.

Le intolleranze

Oggi sempre più persone soffrono di intolleranze. Ci sono le più comuni e conclamate come l’intolleranza al lattosio o la celiachia. Ma tante volte i cereali nonostante non portino ad una reazione immune e forte come la celiachia, possono provocare reazioni minime ridotte. Non danno tutti i sintomi ma portano comunque a vari disturbi provocati dai cereali raffinati.

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa succede all’organismo quando si tolgono i carboidrati.

Di carboidrati si sa, ce ne sono tanti: ovviamente ci sono quelli buoni e quelli cattivi. In questo caso stiamo parlando proprio di quelli cattivi, come il biscottino per merenda, i cereali zuccherati a colazione, la pizza a pranzo o la bella fetta di pane bianco a cui non si può rinunciare la sera.

Questi tipi di carboidrati cattivi hanno un nome e cognome: si chiamano carboidrati raffinati. Questi hanno delle conseguenze negative sull’organismo a prescindere dal regime alimentare intrapreso.

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Che possa essere vegetariana, vegana, mediterranea o anche carnivora in ogni caso è meglio ridurre la quantità di questi tipi di carboidrati.

So che apparteniamo ad una cultura dove da tutta la vita ci hanno insegnato che senza carboidrati non si hanno energie, non si può fare un lavoro pesante o addirittura fare sport senza pane e pasta.

Gli studi oggi hanno confermato che l’organismo possiede delle fonti di energie molto più efficaci e utili dei carboidrati raffinati. Oggi è importante disimparare certe abitudini e impararne di nuove che possono aiutare a sistemare la salute e anche la vita.

Dieta senza carboidrati – Stanchezza e irritabilità

La prima fase che si attraversa togliendo i carboidrati raffinati è forse la più dura. La prima settimana è la fase in cui stanchezza ed irritabilità faranno da padrone insieme a debolezza muscolare.

Il motivo è semplice, l’organismo è stato abituato tutta la vita a bruciare il glucosio, ne è abituato e non è capace di fare altrimenti. Per fortuna esiste un altro meccanismo di ossidazione che è molto più efficace e più utile che è quello di ossidazione dei grassi.

Purtroppo non si diventa capaci di ossidare i grassi così, dall’oggi al domani in 5 minuti e quindi necessita tempo. C’è bisogno di una fase di transizione che è da tanti paragonata all’astinenza da droghe, alcol o sigarette, né più né meno.

Quando non si assume più quella sostanza che per tanto tempo ha fatto compagnia e ha fornito energia, si soffre la mancanza e si ha quella sensazione di astinenza. Si deve portare pazienza e resistere lasciando il tempo al corpo di adattarsi.

Non sono rari in questa fase i casi di giramenti di testa, ipoglicemia, sensazioni di svenimento o essere più irritato e arrabbiato con sbalzi di umore tremendi. Momenti felici misti ad altri super tristi si alterneranno per circa 3-5 giorni. Vale la pena resistere perché se c’è una cosa di cui il corpo è veramente capace, é quella di adattarsi e di cambiare la propria funzionalità e il proprio metabolismo.

E’ un po’ come se la nostra Federica Pellegrini che per tutta la vita ha gareggiato nelle brevi distanze, decida da un giorno all’altro di competere per la 10km in stile libero! E’ pur sempre un’atleta ma non ha i muscoli e la capacità fisica di fare uno sforzo così diverso da quello per cui era abituata. Sicuramente col tempo e l’allenamento giusto riuscirà a percorrere quella distanza e la stessa cosa succederà all’organismo.

Cosa succede se togliamo i carboidrati?

Diamo il tempo al corpo di imparare progressivamente a bruciare i grassi anche se si soffrirà di stanchezza e a volte anche di mal di testa, perché in questa fase si andrà incontro a 3 processi:

  • l’aumento della diuresi ovvero della necessità di andare in bagno e fare pipì.
  • l’aumento della natriuresi che significa perdere più sodio dalle urine.
  • e per finire l’aumento della kaliuresi che significa perdere maggior potassio dalle urine.

A causa della ridotta quantità di volume di liquido nell’organismo si potrebbe soffrire di mal di testa. E’ importante quindi in questa fase bere tantissima acqua e magari integrare anche con sali minerali.

Non ci sono però solo aspetti negativi nella prima settimana, c’è anche un bellissimo aspetto positivo che è quello di perdere peso in maniera molto veloce (più o meno 3/4 kg di media).C’è da chiarire però che il peso che si perde non è costituito solo da grassi ma principalmente è il glicogeno, ovvero le riserve di glucosio che l’organismo ha nel fegato e nei muscoli.

Questo glicogeno, formate da tante particelle di glucosio una attaccata all’altra formano delle catene molto lunghe attirando a sé molta acqua.

Dieta senza carboidrati - Pane

Gonfiore addominale

Dalla seconda alla quarta settimana iniziano le buone notizie. Diminuirà immediatamente il gonfiore addominale, tutte quelle situazioni di appesantimento e pancia gonfia e non serviranno più correttori di acidità o simili perché si è mangiato troppo. Svanirà l’aria in pancia e anche l’aerofagia che è tanto scomoda.

Il motivo è che si smette di dare nutrienti a quei microrganismi intestinali che producono la fermentazione, ovvero i carboidrati semplici che producono aria. Di conseguenza, quando si toglie l’approvvigionamento dei carboidrati semplici a questi batteri, si riduce il rischio di avere carie in bocca e di soffrire di candida.

Anche il sistema immunitario ne avrà un tremendo beneficio in particolare in questo periodo storico pandemico, o anche semplicemente evitando i raffreddori che vengono sempre nel periodo autunnale o ad inizio inverno.

Certi carboidrati/zuccheri facilitano l’ingresso dei virus nell’organismo dove un piccolo effetto indesiderato è l’alitosi. Una volta aboliti i carboidrati l’alito comincia a migliorare, profuma in modo diverso. Questo perché il tuo organismo inizia a produrre corpi chetonici che sono derivati dall’ossidazione del grasso. Ossidazione estremamente utile proprio per perdere quel grasso in eccesso nella zona viscerale che si sa essere un killer direttamente collegato all’aspettativa di vita.

Dieta senza carboidrati | E’ bene eliminarli?

Più una persona ha grasso viscerale più è facile che sviluppi malattie immediate o croniche e che si riduca l’aspettativa di vita. La riduzione del grasso viscerale non è solo una questione estetica, è principalmente una questione di salute. La fame diminuirà come anche la dipendenza dai dolci, non succederà più di svegliarsi la notte cercando i biscotti o aprendo il frigo.

Anche lo zucchero nel caffè sarà solo un ricordo e ci si sentirà veramente in possesso della propria volontà e non saranno più i cibi e gli zuccheri a decidere l’andamento della giornata ma si potrà decidere serenamente quando mangiare e cosa mangiare.

Tutto ciò si riassume con un termine che viene definito flessibilità metabolica, ovvero l’organismo impara non solamente a bruciare glucosio e carboidrati ma anche i grassi. Ed è così che diventa veramente un treno che non si ferma mai.

In questo modo non non si sarà più legati solo al carboidrato semplice e avere picchi di energia che poi passano in fretta. L’energia resterà costante nell’arco di tutta l’attività giornaliera grazie proprio all’ossidazione dei grassi. Non ci saranno più quei fastidiosi cali di pressione dovuti agli zuccheri e anche le performance a livello sportivo o a lavoro nelle attività quotidiane saranno migliori grazie a questa costante energia senza alti e bassi.

Metabolizzare i grassi

E adesso arriva la vera fase dei benefici. Il corpo inizia veramente ad abituarsi al metabolismo dei grassi, i corpi chetonici che si produrranno iniziano a essere costanti e hanno meno fluttuazioni e quindi l’energia è permanente. Di conseguenza aumenterà anche la concentrazione in attività che la richiedono per lungo tempo, senza distrazioni. 

Dieta senza carboidrati - Biscotti

La pennichella dopo pranzo non sarà una necessità ma un piacere. Il consiglio é sempre quello di farla perché riposare aiuta la mente, e farlo sarà solo un piacere e non un obbligo dettato dalla spossatezza e sonnolenza. Se nella prima fase si era irritabili, arrabbiati o depressi, in questa fase lo stato d’animo migliorerà grazie alla produzione di serotonina e ormoni della salute.

Ci si sentirà più stabili senza più avere quegli alti e bassi, quegli scoppi di ira o di felicità che tanto erano comuni, proprio perché si avrà una stabilità anche nell’energia che l’organismo supporta. Per finire si abbasseranno il rischio di sviluppare diabete di tipo II e malattie cardiovascolari e non è cosa da poco!

Conclusione

Concludiamo dicendo che ci sono carboidrati buoni e carboidrati meno buoni ma non vanno demonizzati. La dieta senza carboidrati (chetogenica) non per forza è quella ideale per tutti. Esistono situazioni in cui anche la giusta quantità di carboidrati fino al 10-15% può addirittura aiutare a perdere peso. L’importante è che si abbiano le idee chiare su quali siano gli alimenti buoni e quelli da evitare, scindendo quelli semplici e da quelli complessi.

Ciò che è stato scientificamente provato, dei 3 macro nutrienti conosciuti, ovvero carboidrati, grassi e proteine, dei carboidrati non c’è la necessità assoluta, non sono sostanze essenziali per l’organismo. A differenza dei carboidrati gli altri 2 macro gruppi sono essenziali e se non ce ne sono abbastanza nelle riserve del corpo si rischia la vita.

L’importante è che non diventi una moda o una religione. Non si deve per forza stare tutta la vita senza carboidrati, ci vuole il giusto equilibrio. Se ci invitano per una pizza, si può tranquillamente accettare. Se ci invitano per un piatto di pasta non bisogna per forza rifiutare. E’ solo un’indicazione di massima, un consiglio da poter seguire nel modo migliore nel quotidiano, per migliorare quei disturbi che possono rovinare la giornata ma che adesso abbiamo scoperto come modificare.

Vi lascio in piena salute e a presto!