I benefici della vitamina D

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I benefici della vitamina D – Tutti sappiamo quanto sia deleterio per la salute avere deficit nutrizionali però anche loro hanno diverse influenze sull’organismo. Quello della vitamina D è forse uno dei deficit più gravi sia per il numero di funzioni che svolge sia per il fatto che sia carente in così tante persone.

Nella popolazione odierna la differenza della vitamina D rispetto alle altre vitamine è proprio la quantità di funzioni che svolge e come influenza in modo globale tutto l’organismo.

Per questo viene definita da molti studiosi un vero e proprio ormone. In questo articolo scopriremo come funziona la vitamina D, come capire una possibile carenza, quali sintomi possono manifestarsi e come risolvere eventuali problemi. Ormai è risaputo che la vitamina D sia utile per l’assimilazione del calcio e la formazione ossea.

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Ciò che è sconosciuto ai più sono gli effetti positivi che la vitamina possiede anche sulle cellule cancerogene, sulla proliferazione e il controllo di alcune cellule all’interno dell’organismo.

Studi di inizio millennio hanno dimostrato come la vitamina D intervenga anche a livello genetico all’interno della cellula. Sappiamo che la vitamina D influenza il sistema autoimmune, aumenta o riduce il rischio di infezioni e interviene nei processi allergici.

I supplementi di vitamina D non sono solo indicati a chi soffre di osteoporosi o a un bambino appena nato che deve chiudere la scatola cranica. E’ importante capire in che modo questa sostanza influisca nell’organismo e quante ripercussioni esistono per non averne a sufficienza.

Una conoscenza molto diffusa che arriva dal passato è che la vitamina D viene attivata dall’esposizione al sole, quei famosi raggi UVB. Per produrla bastano 15 minuti di esposizione al sole per averne a sufficienza. Per questo tanti pensano che uscendo di casa 10-20 minuti per un’oretta al giorno siano coperti da questa necessità.

E’ vero che il sole e la sua esposizione aiutino la pelle a produrre vitamina D, ma è importante chiarire che c’é bisogno di un precursore per poterla creare e sintetizzare attraverso l’esposizione al sole. Solo successivamente il corpo sarà capace di attivarla affinché svolga tutte le funzioni più importanti.

Le vitamine

Le vitamine si dividono in 2 tipi: quelle idrosolubili e quelle liposolubili. Le idrosolubili sono quelle che si sciolgono in acqua e quindi possono essere eliminate attraverso i reni, e quindi dalla pipì quando sono in eccesso.

La vitamina D invece appartiene alla categoria delle liposolubili ovvero che si scioglie nei grassi. Questa sua particolarità può far pensare che le persone sovrappeso abbiano anche tanti depositi di vitamina D. In linea di massima ciò è corretto ma la vitamina di cui si ha bisogno è quella che scorre libera all’interno del sistema sanguigno.

Per determinare quindi il fabbisogno giornaliero di vitamina D è importante capire anche il rapporto tra massa magra e grassa presente nel corpo. Coloro che sono in sovrappeso avranno un fabbisogno maggiore di vitamina D ed è addirittura più facile andare incontro a delle carenze.

Una delle funzioni più utili della vitamina D è la sua capacità di mantenere e regolare la funzione dei telomeri a livello genetico. Questi ultimi sono parti di DNA che proteggono le estremità del cromosoma dal deterioramento, evitando di far aprire o rompere la doppia elica.

Avere migliori telomeri significa avere miglior DNA, un miglior rallentamento dell’invecchiamento e riduzione delle patologie.

Una carenza di vitamina D o la sua ridotta quantità influisce fino a 5 anni sull’aspettativa di vita proprio per questa funzione protettrice e regolatrice. Se si dovessero elencare tutti gli effetti benefici che possiede la vitamina D non basterebbe un solo articolo, ma si possono evidenziare quei 4/5 effetti positivi da cui trarre beneficio.

Calcio e ossa

La vitamina D influisce in maniera diretta sul metabolismo del calcio e delle ossa avendo capacità osteoclastiche (ovvero di formare osso). Col passare del tempo e la riduzione dell’attività fisica, sempre più persone perdono densità ossea. Così facendo si sgretolano, diventano più deboli ma la causa, oltre alla sedentarietà, è anche legata a una carenza di vitamina D che non permette la giusta assimilazione del calcio.

Ciò può portare maggiori possibilità di contrarre fratture, avere lesioni e dolori così come anche delle carenze di calcio che si possono poi riscontrare a livello dentale e del loro smalto.

La vitamina D ha anche un’ influenza a livello di produzione ormonale in particolar modo quando si parla di uomini e testosterone.

Depressione

Un altro sistema influenzato dalla vitamina D è quello immunitario e negli ultimi anni è saltata fuori la relazione tra carenza di vitamina D e depressione.

A livello di letteratura scientifica oggi ci sono dei risultati molto chiari. Hanno analizzato tutti gli studi riguardanti la vitamina D la sua supplementazione e l’effetto a livello minerale e osseo. Questi risultati danno una risposta ai supplementi che il medico potrebbe consigliare a chi soffre di osteoporosi o magari per i neonati.

I risultati affermano che la supplementazione di vitamina D non ha un’influenza sufficiente sulla produzione di calcio e sulla densità ossea. Questo perché per avere un’influenza a livello osseo essa deve essere supplementata anche con vitamina K (potassio), ma senza escludere l’esercizio fisico.

Per fare un esempio pratico si può pensare ad un artista marziale che deve rompere le tavolette di legno a mani nude e con un colpo solo. La prima volta che inizierà a dare colpi con il taglio della mano sulla tavoletta, l’unico risultato che otterrà sarà quello di farsi male, che si gonfi la zona e che senta dolore senza aver rotto un bel niente.

Questa costante stimolazione però, questo continuo battere forte sulla tavoletta, crea una reazione piezoelettrica che va a stimolare l’osso e lo fa crescere. Se c’è la corretta quantità di vitamina D, vitamina K e di calcio, l’organismo andrà a sedimentare sempre più calcio in quella zona e l’osso diventerà sempre più forte e denso. Infine, diventerà un vero e proprio ferro che spacca tutto e non si rompe mai!

Ormoni

La vitamina D ha un effetto sugli ormoni steroidei sia nella donna che nell’ uomo perché interagisce con dei recettori presenti nei testicoli e influenza la produzione sia di spermatozoi che di testosterone.

La vitamina D influenza la quantità di testosterone libero nel sangue e la motilità degli spermatozoi. Se quindi un uomo soffre di infertilità, a cui hanno detto di avere gli spermatozoi lenti, il motivo potrebbe essere una ridotta assunzione di vitamina D che sta influenzando anche l’apparato riproduttivo.

Prima che la vitamina D diventi attiva nell’organismo passa attraverso dei processi sull’epidermide con l’esposizione al sole che produce il colecalciferolo che è un precursore della vitamina D. Questa sostanza arriva al fegato in cui viene trasformata in 25 diidrossi vitamina D per poi arrivare ai reni in cui viene sintetizzata nella sua forma biodisponibile. La molecola che ne deriva prende il nome di calcitriolo.

E’ giusto capire che dall’esposizione al sole alla trasformazione bio disponibile della vitamina D c’è un bel passaggio. La corretta funzionalità del fegato prima e dei reni in un secondo momento è essenziale per avere le giuste quantità di vitamina D.

Sistema immunitario

Tante cellule del sistema immunitario hanno dei recettori per la vitamina D. Oggi gli studi dimostrano come i suoi livelli influenzino il sistema immunitario sia nel prevenire alcune malattie sia nel creare quelle patologie autoimmuni di cui tante persone soffrono.

La vitamina D influenza anche nel ridurre l’infiammazione sia sistemica che locale. Recenti studi confermano quelli del passato dimostrando come la vitamina D riduca la replicazione virale e ciò ha la sua efficacia anche contro il Covid-19.

A livello medico si è sempre saputo che il somministrare troppa vitamina D potrebbe innescare una risposta di tossicità da parte dell’organismo. E’ per questo che a livello internazionale la quantità consigliata non supera mai le 1000 unità giornaliere (Ug).

Se però si analizza uno studio del 1999 (ormai di più di 20 anni fa) quello che viene dimostrato dall’autore è che per raggiungere dei livelli di tossicità la persona media deve raggiungere 40 mila Ug e per vedere i primi sintomi passeranno almeno 2 settimane. Si parla quindi di 40 volte la dose consigliata a livello internazionale!

Questa diventa una condizione di compromesso e poca chiarezza. Da una parte sappiamo quanto è importante avere la vitamina D e che le persone in sovrappeso o con troppo grasso a livello viscerale possono accumulare in quelle zone la vitamina D e non renderla bio-disponibile nel flusso sanguigno.

D’altra parte però dicono di non esagerare con le dosi perché potrebbero essere tossiche! Diventa importante quindi parlarne sempre col medico di fiducia, confrontarsi con lui per capire di non esagerare con le dosi e arrivare a 40 mila Ug e quindi assumerne così tanto da avere della tossicità.

Ma magari non è per forza obbligatorio fermarsi a 1.000 Ug per paura della tossicità che in realtà non esiste affatto perché si parla di livelli molto inferiori.

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A livello statistico gli studi parlano di un’unica situazione in cui c’è stata tossicità in un soggetto che aveva preso un supplemento di 10 mila Ug per 7 anni.

Qual è quindi la quantità adeguata da assumere, vanno bene 1000 Ug o si può arrivare a 10 mila? In realtà non esiste una risposta corretta uguale per tutti. La risposta giusta è molto personale e la si può trovare facendo appositi esami del sangue per stabilire i livelli ottimali di vitamina D nel proprio organismo.

L’ideale è raggiungere 60 nanogrammi per millilitro nel sangue. Normalmente i supplementi che aiutano a raggiungere questi livelli sono di 5.000/10.000 Ug

Questo non vuol dire però affidarsi unicamente alla supplementazione. C’è sempre l’alimentazione, l’esposizione al sole e poi per finire anche il supplemento. Magari per evitare il potenziale rischio di tossicità ci si può fermare a 5000 Ug e vedere se già quelle possono bastare a dare i benefici sperati.

I benefici della vitamina D – Conclusione

Perché è così importante prendere dei supplementi?
Perché le funzioni e gli effetti i benefici della vitamina D si raggiungono solo esclusivamente quando i suoi livelli sono ottimali. Non basta avere dei livelli sufficienti se si vogliono ottenere benefici per quanto riguarda il testosterone, il sistema autoimmune e le ossa.

Ecco che qui vengono in aiuto i supplementi che intervengono senza neanche l’uso della forza di volontà. Evitate però i multivitaminici perché avendo al loro interno così tante vitamine la quantità della singola vitamina D non é sicuramente sufficiente al bisogno.

Online esistono tante soluzioni interessanti ma il consiglio è quello di variare il più possibile nel tempo. Magari per tre mesi si prova un prodotto e per altri tre mesi si cambia. E’ come a tavola, é sempre meglio non mangiare sempre le stesse cose ma modificarle, variare, perché ognuna potrebbe avere un’influenza diversa sull’organismo.

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Lo staff al completo vi lascia Inpienasalute e noi ci vediamo al prossimo articolo!