Aceto di mele: perché fa bene
Salve a tutti e benvenuti in questo nuovo articolo in cui si parlerà di quanto possa fare bene l’aceto di mele. Diventato in poco tempo molto popolare sulle tavole degli italiani e presentato molto spesso sul web come super alimento!
Un alimento che può cambiare in meglio il nostro stato di salute e che risulta essere molto efficace per la cura di alcune malattie. Scopriremo insieme casa faccia realmente bene e cosa invece è risultato essere solo un mito.
Cos’è l’aceto di mele?
Il protagonista di questo articolo è un ingrediente molto utile per chi sta affrontando una dieta dimagrante o per chi soffre di diabete. Proprio uno dei suoi numerosi vantaggi, che analizzeremo meglio nel successivo articolo Aceto di mele e i suoi benefici, è la sua capacità di aumentare la sensibilità all’insulina e di conseguenza il senso di sazietà.
Sappiamo tutti che se in determinate condizioni ambientali allo zucchero aggiungiamo lievito ne verrà fuori l’alcol. Se a quest’ultimo aggiungiamo alcuni microbatteri si otterrà poi l’acido acetico, ed è lo stesso procedimento che è avviene anche quando si prepara l’aceto di mele.
Naturalmente come suggerisce la parola stessa, l’aceto di mele è un alimento di per sé acido. Ma non dobbiamo meravigliarci più di tanto perché all’interno del nostro organismo ci sono delle sostanze ancora più acide. Ad esempio nel nostro stomaco ritroviamo i succhi gastrici che sono composti per lo più da acido cloridrico.
Quindi l’aceto di mele è si, un ingrediente acido, ma non più dei valori già presenti nel nostro organismo, quindi nessuna paura. Per capirne la sua utilità, bisogna prima studiare meglio come funziona il sistema digestivo.
Molto spesso si guarda soltanto alla parte superficiale di una determinata dieta, concentrandosi maggiormente sulle quantità e qualità dei prodotti, e non è un concetto sbagliato.
In pochi però ci si sofferma a riflettere sul modo in cui questi alimenti vengano assorbiti dal nostro corpo e trasformati in energie fruibili.
E per assimilare bene le energie, il sistema digestivo, e quindi lo stomaco, ha bisogno di un paio di cose per farlo correttamente:
- da una parte il giusto ambiente acido
- dall’altra precisi enzimi
Si sente parlare spesso di diete contenenti cibi alcalini che vengono presentati come cibi che risolvono tutti i problemi di digestione. E’ solo un mito e non c’è nulla di più sbagliato!
Aceto di mele e il Ph
Il Ph all’interno della nostra bocca è pari a 0. E’ ciò che in chimica viene paragonato al valore neutro. Quindi all’interno della bocca vi sono enzimi adatti a lavorare a questi livelli di acidità utilissimi a scomporre i carboidrati.
La bocca di tutti gli erbivori è piena di tali enzimi con Ph neutro e non hanno bisogno di un’acidità maggiore.
Per tutti noi che invece apparteniamo agli onnivori, l’acidità è importante per scomporre anche le proteine e i grassi che ingeriamo.
Il Ph all’interno del nostro stomaco non possiede un’acidità uguale per tutti, ma sostanzialmente oscilla tra i valori 2 e 3. Non importa capire al 100% cosa sia il Ph, basti però sapere che sono valori esponenziali, ovvero ad ogni incremento di valore si moltiplica per 10.
Piccolo esempio: il Ph 6 è 10 volte più acido del Ph 7. Così come il Ph 5 è 100 volte più acido del Ph 3 e così via. L’aceto di mele si posiziona all’incirca a un Ph 3.5 e per questo è acido ma lo è meno rispetto a ciò che abbiamo all’interno dello stomaco.
Aceto di mele tra miti e verità
Cercheremo adesso di fare un po’ di chiarezza tra gli effetti positivi dell’aceto di mele che sono scientificamente spiegati e le cose che invece vanno inserite tra le leggende popolari.
Si afferma che l’aceto di mele aiuti a dare più energia la mattina, a colazione.
Attenzione perché ciò non è proprio vero e non c’è nessuna evidenza scientifica. E’ chiaro che il sapore acido di un limone in bocca o appunto di un bicchiere di aceto, dà all’organismo una sorta di shock dovuto all’asprezza dell’alimento ma non dà nessuna energia. Meglio optare per una colazione classica o qualcos’altro se stai seguendo il digiuno intermittente.
L’aceto di mele aiuta la pelle.
Qui c’è una mezza verità, perché alcune case farmaceutiche lo utilizzano come ingrediente di determinate creme per trattamenti di bellezza. Ed è anche vero che se ci si taglia e si applica un po’ di aceto sulla ferita, ha sicuramente un buon effetto antibatterico e disinfetta la zona (anche se brucia da morire!).
Ma è anche vero che se usato puro sulla pelle, che presenta un Ph inferiore all’aceto di mele, potrebbe risultare troppo aggressivo e non sortire effetti benefici. Se proprio lo si volesse utilizzare sulla pelle, è sempre consigliato diluirlo con semplice acqua.

Per non parlare di zone molto più delicate come ascelle e genitali, in cui la diretta applicazione può causare problemi cutanei. In generale, è sbagliato pensare che più ci si lava e si usano prodotti, più si è sani e belli.
Già da sé la pelle ha un ottimo livello di sistema immunitario e si difende benissimo dai patogeni esterni senza dover esagerare con creme e prodotti, per lo più se acidi.
Un attacco batterico esterno mette in pericolo la salute dei nostri denti, meglio proteggerli con dell’aceto di mele.
Assolutamente no! non esiste ancora nessuna evidenza scientifica su tale trattamento, ma si sconsiglia assolutamente di trattare i denti con una qualsiasi sostanza acida perché eroderà lo smalto naturale dei denti.
L’aceto di mele riduce l’assorbimento dei carboidrati.
Anche qui non si è sicuri se questa affermazione sia del tutto vera oppure no. Meglio però riflettere sul senso della frase: se veramente si vuole ridurre l’assorbimento dei carboidrati, basta mangiarne meno! Meno se ne mangiano, meno digestione e meno assorbimento!
Un altro suo utilizzo è nelle pulizie di casa.
Ecco qui un’affermazione vera al 100%. In effetti l’acidità rende sterili gli ambienti ed è sicuramente più sano di tantissimi altri prodotti in commercio che possono contenere sostanze nocive.
Da studi scientifici è proprio la casa l’ambiente maggiormente inquinato e ricco di tossine proprio per l’uso in eccesso di prodotti per la pulizia.
Prendere l’abitudine di pulire le superfici di casa con aceto non è male. In questo caso basta usare quello bianco da banco, anche diluito per evitare aggressività.
L’aceto è il rimedio ultimo al bruciore di stomaco ed è un tocca sana per l’acne giovanile.
Ed eccoci giunti all’ultimo mito in questione. E’ sconsigliato utilizzare l’aceto come rimedio per qualsiasi cosa. E’ più importante capirne il come e perché funzioni.
Andiamo quindi ad analizzare insieme i benefici e i meccanismi di funzionamento, proprio per sapere quando e perché usarlo, ma soprattutto cosa aspettarci.
Aceto di mele e i suoi benefici
Per una sostanza avere dei benefici deve apportare qualcosa all’organismo o quantomeno bilanciare uno scompenso di cui si soffra. E in realtà l’aceto di mele non ha granché come nutrienti o vitamine, però si è visto che svolge una fondamentale funzione nel ristabilire una giusta acidità nello stomaco.
Dicevamo che dagli studi condotti sull’acido cloridrico all’interno del nostro stomaco, il Ph per avere un valore accettabile dovrebbe avere un valore più vicino possibile al 2.5. Molto spesso però le persone sono lontane da questo valore ed ecco che anche una piccola assunzione di questo aceto può portare notevoli migliorie.
Questo miglioramento, che potrebbe sembrare banale, fornisce invece le capacità gastrointestinali sufficienti a digerire tutte le sostanze nel modo migliore.
Quali condizioni portino ad un abbassamento dell’acido cloridrico?
Sembrerebbe una risposta banale, ma una delle maggiori cause è sicuramente lo stress!
Lo stress è proprio una situazione di emergenza in cui il tuo organismo decide di spostare le sue energie in altre parti del corpo per poter sopravvivere e gestire le situazioni che percepisce come allarmanti. Così facendo toglie energie allo stomaco e di conseguenza alla digestione.
Inoltre c’è da aggiungere che prima lo stress era per lo più legato al fisico, mentre oggi in tempi moderni è mentale.
Chi mangia tante proteine potrebbe avere benefici dall’utilizzo dell’aceto di mele.
E’ vero che siamo onnivori e la nostra acidità è superiore a quella di un carnivoro vero e proprio. Ma se si segue una dieta solo proteica si potrebbe non avere abbastanza produzione di acido cloridrico per scomporle.
Per cui carenze di vitamine del gruppo B1, e di Zinco soprattutto, portano ad una limitazione della digestione e al senso di acidità. Anche l’alcool ha delle cattive conseguenze sempre sulla produzione di acido cloridrico.
Ma uno dei maggiori disastri della medicina moderna sono proprio quelli che vengono definiti antiacidi. Questa tipologia di medicinali che si somministrano al momento dei sintomi della cosiddetta acidità di stomaco, agiscono sulla scomposizione degli alimenti andando a digerire al posto nostro.

Così facendo non lasciano tempo al nostro corpo di reagire e favoriscono l’insorgere di problematiche gastrointestinali come la disbiosi, intestino irritabile o permeabilità intestinale che possono portare potenzialmente a malattie autoimmuni.
Anche in questo caso preferire il rimedio immediato ma momentaneo non è mai la soluzione migliore. Andiamo a capire invece come funziona l’acidità, come funziona l’aceto di mele e come funziona l’acido cloridrico all’interno dello stomaco.
Tra le cause a monte del problema di reflusso potrebbe esserci un’anomalia con la ghiandola pituitaria o soffrire anche di ipotiroidismo, fondamentalmente problematiche collegate.
L’ipopituitarismo riduce la produzione di ormoni tiroidei che portano a un rallentamento generale dell’organismo e quindi anche della capacità di produrre acido cloridrico.
Infine nei soggetti obesi che hanno subito chirurgia bariatrica il sistema gastrointestinale può essere stato intaccato e portare a riduzione dell’acido cloridrico e quindi ad uno scompenso del Ph naturale, diventando un problema nella scomposizione dei cibi e nella conseguente assimilazione.
Qualcuno afferma che non c’è bisogno dell’aceto di mele perché l’acido cloridrico all’interno dello stomaco ha un Ph più acido e quindi non risolve nulla.
Questo potrebbe essere vero in uno scenario ideale, dove le persone stanno tutte bene, conducono una vita senza stress e non abbiano alcun problema di salute. Stando però ai dati il 50% della popolazione potrebbe essere in una condizione di non produrre abbastanza acido cloridrico e quindi poter trarre benefici dall’assunzione di aceto di mele.
Se poi andiamo ad analizzare situazioni come il diabete, l’intestino irritabile o il reflusso gastroesofageo probabilmente questa percentuale passa al 99%.
Per tale motivo lo ripeto ancora molte volte, parlare di aceto di mele e dei suoi benefici è utile e importante quando parliamo anche di condizioni comuni a molti. Lo stress, il bere alcool, la mancanza di alcuni nutrienti fondamentali sono condizioni che ormai colpiscono la maggior parte delle persone e in cui l’aceto di mele può aiutare davvero.
Quali sono quindi questi benefici?
Migliorare la digestione
Prima di tutto migliora la digestione proprio perché lo stomaco e l’acido cloridrico al suo interno sono la prima frontiera che il cibo affronta per il processo di assimilazione.
Quando si ha un buon livello di acidità nello stomaco e un giusto Ph, tutto quello che ne consegue andrà bene. Al contrario, se già questi due valori non sono a livelli ottimali si finirà nel tempo a non poter digerire nulla.
Questo miglioramento digestivo aiuta anche a perdere peso anche se il ragionamento può risultare contro intuitivo. Si pensa infatti che se si digerisce meglio si assimila di più, il che non è del tutto sbagliato.
Ma diversi studi dimostrano che assimilando di più durante un pasto e aiutandosi con l’aceto di mele ci si sentirà sazi più a lungo e questo porterà a mangiare di meno diminuendo le calorie assimilate.
L’aceto di mele aiuta a scomporre le proteine
Le proteine sono lunghissime catene di aminoacidi che sono unite tra di loro come un muro composto di vari mattoni. Per essere assimilati, questi aminoacidi devono tornare ad essere come i mattoncini del muro, e l’aceto di mele aiuta tale processo.
Sono proprio questi aminoacidi che devono arrivare all’interno delle cellule per permetterti di produrre nuove proteine nel tuo organismo.
Si può seguire una dieta ricca in proteine ma non avere abbastanza acido cloridrico nello stomaco per assimilarle. Paradossalmente si potrebbero avere carenze di aminoacidi essenziali nonostante si segua una dieta ricca di carne, pesce, uova, vegetali, etc..
Attivazione enzimi
Ogni step della digestione ha un particolare Ph che attiva determinati enzimi. Se questo Ph non è rispettato si finirà per non avere questa attivazione e quindi far fatica ad assorbire gli alimenti e a digerirli nel modo giusto. Ci sono rari casi in cui però assumere troppo aceto di mele può causare problemi.
Assorbimento minerale
Il quarto beneficio riguarda invece l’assorbimento dei minerali. Anche i tanti minerali che si assimilano durante il giorno attraverso il cibo possiedono un preciso Ph di assimilazione.
Molto spiacevolmente ci si potrebbe ritrovare nella situazione in cui si assumono molti minerali o addirittura si supplementano con integratori, e non si è in grado di assimilarli a dovere per colpa della poca acidità all’interno dello stomaco.
Reflusso gastroesofageo
Un altro beneficio interessante è la riduzione del reflusso gastroesofageo, ovvero la cosiddetta acidità di stomaco. Potrebbe sembrare un assurdità ma di fatto non lo è, se si capisce come funziona la digestione.
Torniamo a ribadire il concetto che se si mangia qualcosa lo stomaco deve essere sufficientemente acido per poterlo scomporre e assimilare i nutrienti. Quindi, quando lo stomaco è sufficientemente acido, alla bocca dello stomaco c’è una valvola, il cardias, che riceve un impulso che gli dice di chiudersi.
In mancanza di un sufficiente livello di acidità il cardias rimane aperto e il cibo, non venendo digerito a dovere, permane maggiormente nello stomaco. Si innescano così tutti quei meccanismi di digestione lenta, reflusso, pesantezza, appunto perché i succhi gastrici non sono in grado di scomporli. Il cibo quindi, quasi fermenterà, portando fastidiosi gas a livello del tubo gastroesofageo.
Diventa dunque importante supplementare con un po’ di aceto di mele per riequilibrare l’intestino.
Agenti patogeni
Altro beneficio di cui parleremo adesso è l’eliminazione degli agenti patogeni. Il sistema immunitario viene aiutato in maniera indiretta dalla prima barriera, che è lo stomaco, e l’acidità è uno dei deterrenti maggiori per moltissimi batteri.
Già Ippocrate, ai suoi tempi, utilizzava l’aceto per curare le ferite e oggi utilizziamo molto spesso l’aceto come conserva per alimenti, proprio per evitare infezioni e batteri come l’escherichiacoli.
Il motivo è semplicemente legato al fatto che l’acidità uccide i batteri. Anche per questo tutti quegli animali, in particolar modo i carnivori che mangiano sostanze in decomposizione hanno un’acidità estremamente forte. Gli erbivori invece possiedono un’acidità compresa tra i valori 4 e 6 di Ph.
In natura, alcune specie di scimmie che in particolare vivono nella giungla e che si nutrono esclusivamente di piante possono arrivare ad avere un’acidità anche del 7! Gli onnivori come l’uomo invece, hanno un’acidità tra il 2 e il 3, ma gli animali come i cani e i gatti l’hanno tra l’1 e il 2.
Il caso più estremo in natura è sicuramente quello dell’avvoltoio. Questo animale che si nutre principalmente di carcasse animali è stato dimostrato possedere un’acidità di stomaco tra lo 0 e l’1 %.

Il motivo di questa grande acidità è legato al fatto che questo volatile spazzino mangia tutto quello che trova, anche in decomposizione ed essendo ricchi di batteri potrebbero portare a trasmettere all’avvoltoio molte malattie. Ciò non accade appunto per questa fortissima acidità nell’intestino.
Questo ulteriore esempio serve a farci capire proprio quanto è importante che lo stomaco abbia acido cloridrico a sufficienza per scomporre e digerire bene il cibo che ingeriamo. E quindi un alimento come l’aceto di mele può aiutarti a raggiungere buoni livelli di acidità se non ne hai abbastanza.
Tra gli effetti positivi di una corretta scomposizione delle proteine, ci sarà anche una riduzione dei gas dell’intestino.
Sensibilità all’insulina
Siamo quasi giunti alla fine con uno degli aspetti più utili e fondamentali di cui tutta la comunità scientifica è pienamente d’accordo: l’aceto di mele ha un beneficio nell’aumentare la sensibilità all’insulina.
Se vi interessa l’argomento, lo abbiamo approfondito in Insulina: come aumentare la sensibilità.
Una maggior sensibilità all’insulina significa produrne meno per assimilare e gestire il glucosio nel sangue. Di conseguenza meno glucosio nel sangue significa meno scorte di grassi e zuccheri nell’organismo.
Quindi si avrà un enorme beneficio sia nel bruciare i grassi, nel perdere peso, sia nel gestire i picchi di glicemia molto comune ai diabetici. E senza volersi ripetere ancora, l’aceto di mele aiuterà in tal senso.
Per chi soffre di diabete è sempre bene avere un consulto medico, meglio se con un esperto in materia come il diabetologo o il nutrizionista perché è comunque una tematica particolare e ha bisogno di una consulenza specifica.
Spero che questo lungo articolo sia stato sufficientemente esaustivo sul mostrare e chiarire la tematica e i benefici dell’aceto di mele. Il mio consiglio è quello di provare ad inserirlo nella vostra dieta quotidiana in modo tale da usufruire di tutti i benefici fin qui elencati.
Come al solito, se l’articolo vi è piaciuto, sentitevi liberi di condividerlo con amici e parenti. Noi ci aggiorniamo a presto con altri articoli sul benessere e la salute. Ciao!