Disturbo post traumatico da stress | Cos’è e come trattarlo

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Disturbo post traumatico da stress – Il contesto pandemico ha determinato l’insorgere e il manifestarsi sempre più acuto di un senso di precarietà, instabilità, che si compie su vari livelli, familiare e più in generale relazionale, sociale, politico ed economico.

Stiamo parlando di una complessità di effetti che hanno modificato profondamente la struttura psicosociale ed economica di tutto il mondo.

In questa sede si pone in analisi soprattutto il carattere emergenziale del vivere di oggi. L’emergenza pandemica ha determinato un inevitabile incremento dei livelli di stress della popolazione.

Lo stress, che come sapete voi lettori della nostra rubrica, non è tutto negativo, e lo possiamo distinguere in due tipologie.

Uno stress così chiamato buono, in cui lo stimolo stressante (ad esempio uno stimolo fisico, come una corsa, una nuotata o una qualsiasi attività di media intensità), viene affrontato e risolto senza nessuna ripercussione, anzi, lo si fa proprio con piacere provocando sollievo e molto spesso anche liberazione.

Stress cronico

Il secondo stress è quello in cui ci si sente prevaricati, sopraffatti da una situazione che si ritiene di non poter gestire. Un esempio pratico ci viene dato in questo periodo dai tanti divieti e dalle procedure comportamentali dettate dall’alto che finiscono con il determinare un sentimento di impotenza, e oppressione.

Questo è lo stress cronico la cui evoluzione ancora più grave la si trova in quelle persone che hanno dovuto assistere alla morte delle proprie persone care, alla perdita di tutti i riferimenti di sicurezza sociale ed economica.

Possono soffrire di stress cronico anche quelle persone che hanno dovuto assistere a vere e proprie catastrofi della propria vita, vivendo in un ambiente molto simile a quello di una vera e propria guerra. Persone che hanno vissuto un un’esperienza traumatica molto forte come subire mutilazioni fisiche, essere vittime di stupro oppure oggetti di fenomeni ambientali catastrofici e incontrollabili.

Disturbo Post Traumatico da Stress

Tutto ciò è compatibile con il generarsi di una precisa condizione psicopatologica conosciuta in ambito medico con il nome di Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD).

Negli ultimi decenni del ventesimo secolo la diffusione del PTSD nella popolazione generale è stata riconosciuta in misura molto maggiore di quanto non lo fosse in passato.
Mentre aumentava la consapevolezza sulla reale diffusione di tale fenomeno, diversi studi dimostravano gli effetti del trauma causati sull’individuo.

Disturbo post traumatico da stress - Sensazioni oppressive
Disturbo post traumatico da stress – Sensazioni oppressive

Si osserva come le vittime di un trauma spesso oscillino tra un atto di cancellazione dell’evento traumatico dalla mente e una ripetizione ossessiva del ricordo di tale evento. La mente cerca pertanto di elaborare e organizzare gli stimoli eccessivamente opprimenti.

Le caratteristiche più comuni di questo disturbo sono:

  1. dolore o tristezza
  2. colpa per i propri impulsi di rabbia o distruttivi
  3. paura di diventare distruttivi
  4. sentimenti di colpa per essere sopravvissuti
  5. paura di identificarsi con le vittime
  6. vergogna rispetto a un sentimento di impotenza e di vuoto
  7. paura di ripetere il trauma
  8. intensa rabbia diretta verso la fonte del trauma

Tale disturbo si può manifestare anche sui bambini e può essere espresso da un comportamento “disorganizzato o agitato“. Anche qui i fattori predisponenti possono essere tanti, ne citiamo alcuni:

  1. vulnerabilità genetico-cosunzionale a malattie psichiatriche
  2. esperienze negative o traumatiche nell’infanzia
  3. certe caratteristiche di personalità antisociali, dipendenti, paranoici e borderline
  4. recenti stress o cambiamenti esistenziali
  5. un sistema di supporto compromesso o inadeguato
  6. un grave e recente abuso di alcol

Disturbo post traumatico da stress – I sintomi

Anche se la persona tenta di mantenere il ricordo traumatico lontano dalla coscienza, il ricordo stesso, per via della sua importanza e della sua intensità, anche se non cosciente, produce una grande attivazione cognitiva.

Produce inoltre un’attivazione del pensiero che può mantenersi in certe circostanze completamente scollegato dal ricordo traumatico.

Se i fattori cognitivi tengono lontano il ricordo traumatico dalla coscienza, i fattori emotivi spesso determinano un’intrusione dell’evento traumatico.

Si assiste cioè ad una scissione tra il cognitivo e l’emotivo che può causare l’alternanza di oblio e intrusività del ricordo dell’evento traumatico stesso.

Questo profilo soppressivo del ricordo traumatico stesso, è espressione di una impossibilità della persona ad elaborare e a portare alla coscienza i contenuti ideativi che pure adesso nel presente appaiono come minacciosi.

L’impossibilità di elaborazione dell’evento traumatico si converte spesso in fenomeni di somatizzazione, infatti comunemente si afferma il corpo accusa il colpo. La modalità di espressione del ricordo traumatico viene sostenuta a livello corporeo, con disturbi di somatizzazione di vario genere.

Possono sorgere dermatiti, disturbi gastrointestinali, disturbi cardio cerebro vascolari, disturbi dello spettro immunitario, ecc.

Disturbo post traumatico da stress – Il trattamento

Questo quadro depone a favore della memoria corporea del trauma che si esprime anche a livello posturale/viscerale.

Il trattamento da me effettuato prevede un’integrazione di vari approcci metodologici di riferimento quali ad esempio:

  • Il trattamento funzionale corporeo che indaga come l’evento traumatico si sia sviluppato a livello dei funzionamenti corporei principali quali, cognitivo, emotivo, fisiologico e posturale;
  • Il Trattamento psicodinamico che pone in essere la rievocazione e l’elaborazione del vissuto traumatico;
  • La terapia EMDR che si occupa prevalentemente di desensibilizzazione del ricordo traumatico attraverso i movimenti oculari;
  • Il trattamento posturale attraverso un sistema di frequenze meccaniche e binaurali, da me brevettate per il trattamento del disagio/disturbo psicofisico.

 

Alessandro Arrigo è uno psicologo, psicoterapeuta a indirizzo funzionale corporeo, esperto in Posturologia e Biomeccanica.
È l’ideatore del metodo terapeutico a “Frequenze integrate” che utilizza per il trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici connessi al disagio psichico.
Si occupa di disturbi d’ansia, depressione , fibromialgia , disturbi dell’ apprendimento , mutismo selettivo e di qualsiasi affezione muscolo-scheletrica e posturale che presenti una causa psichica.
Riceve a Termini Imerese , in via Aglieri Rinella 14, tel 351-8664777