Come smettere di avere sempre fame

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A quanti di voi è successo di avere sempre fame? un appetito costante che non riesce mai ad essere saziato al di là di cosa si mangi. Può succedere ad adulti o a bambini e spesso è indicato come indice di buona salute.

Se però si sta pensando di fare dieta per perdere peso, questo continuo appetito può essere un ostacolo. Diventa uno dei fattori principali di cattive abitudini alimentari e di conseguenza di una salute non come la si vorrebbe.

Oggi scopriremo insieme da dove nasce questo appetito vorace, il perché e cosa fare per risolverlo definitivamente.

Se c’è un fattore che accomuna tutte le persone perennemente affamate è la dipendenza da zucchero.

Una dipendenza del tutto simile a quella per gli stupefacenti. Le aree cerebrali che si accendono sotto gli impulsi elettrici sono esattamente le stesse quando si parla di zucchero, addirittura maggiore.

E quando si parla di zucchero si intende dire da una parte il fruttosio, ingrediente comune a molte torte e cibi dolci e dall’altra le farine semplici che vengono trasformate in glucosio all’interno dell’organismo. In entrambi i casi, farine e zucchero semplice, creano una vera dipendenza che porterà ad avere sempre fame per il bisogno di soddisfarla.

La verità

Quando si mangia qualcosa di zuccherato, si sa già che non gli farà bene! Sa che dopo ci si sentirà male e che spesso ci si pente di averlo fatto, soprattutto durante una dieta ipocalorica.

Eppure ci si ritrova un’altra volta a mangiare in abbondanza proprio per soddisfare questa necessità. Il motivo di tale dipendenza è che lo zucchero come le farine processate sono sostanze che non hanno nessun valore nutritivo che non apportano niente all’organismo.

Se si guardassero i processi industriali che portano poi allo zucchero che conosciamo e la farina semplice che usiamo per tutti i dolci, si vedrebbe come questi due prodotti siano l’elaborazione finale di un processo che spoglia di qualsiasi sostanza nutritiva il cibo da cui derivano per permettergli di perdurare nel tempo a lungo termine.

Infatti sia zucchero che farina possono essere tenuti in uno scaffale per mesi o addirittura anni!

Ciò che fa l’industria chimica alimentare é togliergli tutte le sostanze nutritive perdendo fibre, vitamine, minerali e grassi sani. Praticamente tutto! per questo mangiarli non soddisferà nessuna richiesta del fisico. Il fisico, non avendo ricevuto quello di cui ha realmente bisogno, chiederà continuamente un altro alimento. Servono vitamine o minerali, ad esempio. Il corpo le richiede ma chi mangia pan focaccia o pizza, biscotti o cioccolatini, tipicamente sostanze piene di zuccheri raffinati, non ne troverà abbastanza e quindi avrà sempre fame.

Questo è il primo fattore che ti porta ad avere sempre appetito!

Il secondo fattore è proprio la dipendenza, quello che in gergo tecnico viene chiamato circuito di ricompensa. Quando l’organismo sente la necessità di avere zuccheri e lo si accontenta, si liberano nel cervello delle endorfine che danno una sensazione di benessere e tale ricompensa porterà a cercare ancora zucchero, fino a quando ne si vorrà sempre di più.

L’organismo piano piano si abitua allo zucchero che riceve normalmente e ne vorrà sempre più per continuare a sentire questo appagamento. Questa finta sensazione di benessere, questo circolo vizioso può nascere sin da tenera età. Può iniziare da lì la necessità e il desiderio di continuare ad assumere zuccheri. Si continuerà poi da grandi ad avere problemi nel dimagrire e scompensi fisici anche gravi.

Un’alimentazione che si basa su zuccheri semplici o farine processate porta a tante malattie e a conseguenze negative nell’organismo.

Avere sempre fame: come risolverlo - Farine semplici

Alla base di tutto questo ci sono i picchi di insuline e glicemia, che è lo zucchero presente sangue. Nel momento in cui si mangiano zuccheri semplici, la glicemia aumenta e arriva a livelli molto alti che richiedono una reazione da parte dell’organismo.

Essenzialmente sconvolgono il tuo organismo che deve mettere in moto dei sistemi per ridurre la glicemia. C’è quindi una liberazione massiva di insulina per portare lo zucchero dal sangue alle cellule.

Che conseguenze ha questa reazione?

La conseguenza è semplice. Ci si sente bene appena finito di mangiare perché l’organismo sarà pieno di zuccheri ma una volta che verrà assimilato si avrà un picco glicemico in discesa, si avrà nuovamente fame e si vorrà altro zucchero. Per cui la quotidianità avrà un continuo alto e basso tra benessere e malessere, senza mai avere un vero equilibrio.

Alti e bassi che influenzeranno anche il carattere e lo stato umorale. Momento in cui si è molto felici susseguiranno a momenti di tristezza improvvisa e viceversa. E’ importante sapere che sia l’aspettativa di vita sia la qualità della vita si sta riducendo a causa di questa dipendenza.

Anche osservando la natura non si sono mai visti animali che mangiano senza mai fermarsi o che continuino ad avere un appetito insaziabile. Animali di grossa taglia come gli orsi, o piccoli animali come gli scoiattoli mettono da parte il cibo per i periodi invernali e mangiano solo quello che è necessario quotidianamente.

Anche l’uomo stesso di fronte a un piatto di insalata o frutta ne mangia fino a saziarsi. Non continua a mangiare all’infinito a causa della dipendenza, ad un certo punto si ferma.

La cosa cambia notevolmente di fronte a una torta o un pacchetto di caramelle!

Per cui parlando di salute e istinto umano, sicuramente lo zucchero e la sua dipendenza non fanno parte della sua vita regolare. Non fa parte della sua evoluzione e non è assolutamente utile per una vita sana e lunga.

Il cambiamento

Vediamo adesso come mettere in moto un giusto meccanismo di cambiamento senza fare sacrifici o obbligarsi ad una dieta ferrea.

La prima cosa importante da fare è avere la consapevolezza che zucchero e farine non sono necessarie e non fanno bene all’organismo. Abbiamo subito un vero e proprio lavaggio del cervello che ci portiamo dietro sin dall’infanzia!

Avere sempre fame: come risolverlo - Piramide alimentare

Tutti almeno una volta abbiamo visto le famose piramidi alimentari in cui il pane, la pasta e la pizza sono messe come base dell’alimentazione. Un qualcosa di assolutamente contrario alla nostra esistenza e al nostro organismo. Ne è una prova il fatto che in natura nessun animale nasce, cresce e diventa forte mangiando cereali, zuccheri e farine trattate!

Purtroppo la dipendenza da zucchero inizia fin da bambini quando nell’alimentazione ci propinano questo genere di prodotti. Avviene ancora prima, in realtà, quando si è nell’utero materno. Senza nessuna colpa la madri mangiano cibi ricchi di zucchero e farine semplici, passandole direttamente al nascituro.

In passato la manipolazione della realtà è arrivata ad affermare che la famosa dieta mediterranea, la migliore al mondo, è quella che alla base pone pasta, pizza e pane.

Questa è stata assolutamente una cattiva interpretazione della realtà!

Perché se esiste una cosa che contraddistingue davvero la dieta mediterranea è la ricchezza di acidi grassi insaturi come l’olio e la ricchezza in proteine derivanti dai vegetali come i legumi. Il contadino mediterraneo che vive in campagna non si nutriva di pasta e pizza o perlomeno non si abbuffava di questi alimenti ma mangiava dei prodotti del suo orto, del suo lavoro quotidiano.

Avere la giusta consapevolezza che lo zucchero e i carboidrati non fanno bene farà sicuramente cambiare approccio in tale direzione.

Mangiando in maniera esagerata questo tipo di cibo, come accade spesso in periodo natalizio in cui si mangiano (e si buttano!) quintali di roba industriale, porta ad avere pesantezza, difficoltà digestive, sonnolenza e tante altre reazioni avverse che a volte possono sfociare in intolleranze o allergie alimentari.

Anche il lato psicologico è importante

Una persona che si approccia a un cibo zuccherato o a una pizza, una pasta, spesso lo fa per motivi diversi che possono essere tristezza, noia o anche solitudine o stress. In questo modo cerchiamo di stimolare il nostro sistema simpatico che ci fa rilassare e tranquillizzare attraverso l’utilizzo di queste sostanze “stupefacenti”. Sostanze che creano dipendenza e che per un attimo abbassano, appena li mangiamo, le nostre sensazioni negative.

Si sa però che questo problema non si risolverà ma sarà semplicemente rimandato a più tardi. E’ fondamentale capire che non curerà la tristezza, la solitudine o la noia attraverso l’ingestione di questi prodotti. Esistono sistemi più efficaci e più utili.

Consigli utili

Il primo consiglio che quindi voglio esprimere è quello di aumentare l’ingestione di potassio. Si pensi soltanto che il nostro progenitore primitivo di 5-10 mila anni fa, assorbiva tramite l’alimentazione circa 7g di potassio al giorno. Oggi in media se ne consuma una quantità 6 volte inferiore!

Il potassio è indispensabile per stimolare il sistema nervoso autonomo parasimpatico, quel sistema che riduce lo stress e promuove tutte quelle reazioni positive di calma, tranquillità, miglioramento del sistema immunitario e facilitazione del sonno e della sazietà.

Aggiungere integratori di potassio fino ad arrivare a 5/6/7g al giorno aiuterà a sviluppare il sistema nervoso parasimpatico e a ridurre sia stress che la conseguente ingestione di zuccheri o farinacei semplici.

Il secondo aspetto su cui si può intervenire senza nessuno sforzo è quello di inserire più cibi ricchi di acidi grassi insaturi quotidianità. Aiuterebbero anche i carboidrati complessi come quelli si trovano nelle verdure, nei broccoli, nelle indivie o anche in una semplice insalata. Questi cibi daranno nutrimento al microbiota ovvero i microrganismi all’interno del tuo intestino. Questi ultimi hanno la virtù di produrre delle sostanze di scarto che sono però alla base della produzione degli ormoni del benessere.

Per cui mangiando prodotti come frutta e verdura si andrà a sostentare i microrganismi che poi liberano sostanze che stimolano il benessere e la sazietà. Di contro gli zuccheri semplici non arrivano al microbiota perché sono semplici e scomposti e vengono assimilati immediatamente nello stomaco e nel primo tratto dell’intestino e vanno direttamente in circolo nel sangue.

Non apportano nessun tipo di nutrienti, minerali, vitamine, nulla, aumentano soltanto la glicemia. D’altro canto una dieta proteica aumenterà sicuramente il livello di sazietà.

Un’alimentazione in cui l’ingestione di proteine arriva fino al 25/30% nella quotidianità è un buon inizio per sentirsi più sazi e non avere sempre fame.

Sul terzo punto bisogna ribilanciare la flora intestinale per favorire il funzionamento del microbiota di cui parlavamo prima. Basti pensare che l’equilibrio intestinale è favorito da così tanti microrganismi che superano in numero le cellule viventi che abbiamo in corpo. Quindi, in realtà, siamo composti da più microrganismi rispetto a cellule! In tal senso il microbiota è il nostro secondo cervello.

Quando si mangiano carboidrati produciamo certi microorganismi che proliferando aumentano la voglia di zucchero perché vogliono continuare a riprodursi e suscitano il desiderio di continuare a mangiare zuccheri. Stessa cosa succede quando nutri i microrganismi sani. Anche loro daranno risposte positive di sazietà, di equilibrio e di benessere.

Ci sono due strategie da attuare:

  • eliminare o quanto meno cercare di ridurre i microrganismi cattivi, quelli che ti richiedono ancora più zuccheri ed esiste un duplice modo per farlo: puoi fare pulizia nel colon e nel fegato oppure introdurre sostanze che ammazzano alcuni tipi di microrganismi come possono essere l’artemisia o i semi di finocchio.
  • Si potrebbe aumentare il microbiota attraverso l’integrazione di prebiotici e probiotici che sono appunto i microrganismi che possono colonizzare l’intestino.

Un supplemento di probiotici (che in alimentazione di trovano nei crauti, nel miso, nello yogurt..) in cui ci sono almeno 10/20 ceppi di microrganismi differenti, può essere un ottimo meccanismo per aumentare la tua sazietà.

I prebiotici invece sono quegli elementi che nutrono i microrganismi di cui il più comune a livello commerciale è l’inulina un carboidrato complesso che non viene assimilato dallo stomaco ma arriva fino all’intestino.

Conclusioni

Per concludere, una piccola considerazione. La dipendenza da zuccheri a livello fisico crea quella alterazione ormonale e microbiotica che ti porta a desiderare più zucchero.

Per affrontare questo problema non serve la forza di volontà ma la comprensione. In fondo ci si è convinti che queste sostanze zuccherine siano fondamentali per stare bene. Se non cambiamo questa forma mentis, se non lottiamo questa convinzione che si ha bisogno di questi cibi perché altrimenti non si vive senza, non si riuscirà mai ad avere risultati.

Per questo le diete che lavorano solo sul fisico e sulla dipendenza non sono efficaci, perché si basano sulla forza di volontà che vuole semplicemente modificare gli aspetti fisici.

Andando invece alla base, si capisce che quei prodotti non fanno bene e non rendono nessuno felice, anzi porteranno tristezza, di nuovo fame, sonnolenza e altre problematiche serie.

E’ indispensabile a questo punto, che si rifletta sul proprio rapporto col cibo e con gli zuccheri in particolare. E’ un problema che coinvolge tutti gli italiani che da sempre mangiano pasta e pane pensando sia una cosa giusta e sana da fare.

Non è mai stata colpa dei genitori ma solo di una credenza popolare. Oggi però esistono gli strumenti giusti per capire che queste abitudini alimentari sono sbagliate e portano definitivamente a molti problemi.

L’articolo termina qui, buona riflessione a tutti e alla prossima!