Ipotiroidismo dieta come fare
Ipotiroidismo – dieta come fare – Quando un corpo non produce abbastanza ormoni tiroidei si parla di ipotiroidismo. Questi ormoni sono essenziali nel controllare la crescita e il metabolismo cellulare. Di conseguenza chi soffre di ipotiroidismo accusa stanchezza cronica, perdita di capelli, un aumento di peso e sensazioni di freddo. Capita anche di sentirsi spesso giù di morale oltre a tanti altri sintomi. Questo problema colpisce oggi circa il 2% della popolazione soprattutto le donne.
L’alimentazione da sola non può curare l’ipotiroidismo perché si tratta di uno scompenso ormonale, ma una corretta dieta abbinata ai farmaci previsti dal medico possono aiutare a ridurre i sintomi e avere una vita sana e completa.
Le cause
In questo articolo andiamo a vedere cosa si può fare se si soffre di ipotiroidismo.
La tiroide è una piccola ghiandola presente all’altezza del collo a forma di farfalla che produce ormoni che influenzano tutto il metabolismo cellulare. Quando la ghiandola tiroidea riceve un segnale chiamato ormone stimolante (TSH) inizia a produrre l’ormone tiroideo. Questo segnale viene inviato dalla ghiandola pituitaria che produce TSH proprio quando gli ormoni tiroidei sono troppo bassi.
A livello sanguigno può capitare che tale ghiandola non produce ormoni anche se ci sono i giusti livelli di TSH. E questo rappresenta proprio il 1°caso di ipotiroidismo ed è conosciuto come ipotiroidismo primario.
Circa il 90% dei casi di ipotiroidismo sono causati da quella che è conosciuta come la ipotiroidite di Hashimoto in cui il sistema immunitario attacca la ghiandola e non è più in grado di produrre a sufficienza l’ormone.
Modifiche genetiche
Altre possibili cause si possono ricondurre a modificazioni genetiche, una dieta bassa in iodio, l’assunzione di determinati farmaci oppure una chirurgia abbia rimosso parte della tiroide. Quando invece la ghiandola tiroidea funziona bene ma non riceve abbastanza segnale dalla ghiandola pituitaria nel cervello parliamo di ipotiroidismo secondario.
Gli ormoni tiroidei sono fondamentali per la trasformazione dei cibi in energia. Se quindi non funziona bene sotto questo punto di vista ci si sentirà sempre fiacchi e tutti i meccanismi cellulari faranno fatica a svolgersi in maniera corretta.
Il metabolismo influisce anche sulla temperatura corporea e sulla capacità di bruciare i grassi e per questo chi soffre di ipotiroidismo spesso sentirà freddo e tenderà ad ingrassare.
Come influenza il metabolismo questo problema alla tiroide?
L’ormone tiroideo aiuta a controllare la velocità del metabolismo. Più quest’ultimo è alto, più si ha la capacità di trasformare il cibo in energia e si sarà capaci di bruciare calorie anche a riposo. Le persone affette da ipotiroidismo producono meno ormoni, il che significa che hanno un metabolismo più lento e fanno molta più fatica a bruciare le energie a riposo.
Purtroppo avere un metabolismo lento ha tante conseguenze negative sulla salute. La stanchezza è un primo fattore, i livelli di colesterolo saranno spesso alti e si farà più fatica a perdere peso.
Che strategia attuare per combattere tale rallentamento metabolico?
Diversi studi ci dicono che l’attività cardiaca elevata tra gli 80 e i 120bpm aiuterà ad aumentare il metabolismo anche quando si soffre di tale patologia. Quindi una camminata veloce, una corsa, il canottaggio così come l’escursionismo sono tutte attività consigliate per chi ha questo problema. Aumenterà il metabolismo e ridurrà la stanchezza aumentando la capacità di bruciare grassi e di conseguenza dimagrire.
Dal punto di vista alimentare la scienza afferma che chi soffre di ipotiroidismo potrebbe avere un giovamento nelle diete ricche in proteine proprio perché favorisce l’aumento del metabolismo basale. Ma ne parleremo meglio a breve.
La dieta essenziale
Cosa non deve assolutamente mancare in tavola?
Per chi soffre di ipotiroidismo la prima cosa essenziale è lo iodio. Minerale essenziale proprio per la formazione degli ormoni tiroidei, chi assume poco iodio nella dieta corre un altissimo rischio di sviluppare ipotiroidismo. Tale carenza era un problema molto comune anche in Italia fino a qualche anno fa. Ad oggi si è visto che intervenendo con il semplice sale iodato e con una dieta ricca in frutti di mare questo problema non è più così comune e si è ridotta molto l’incidenza di questa carenza.

Se si pensa di avere carenza di iodio si consiglia una dieta di pesce, latticini, alghe o uova, che sono tutti alimenti ricchi di questo prezioso minerale. Lo iodio può anche essere integrato con pillole, ma sempre sotto visione del medico. E’ dimostrato che un eccesso di tale minerale può essere tossico per l’organismo.
Altro minerale importantissimo è il selenio.
Minerale utile per attivare gli ormoni a livello cellulare e renderli funzionanti, migliora inoltre il metabolismo corporeo. Utilissimo per le sue capacità antiossidanti, aiuterà quindi la ghiandola tiroidea a essere protetta dall’attacco dei radicali liberi. Se preoccupa avere una carenza di selenio nella dieta quotidiana lo si può sempre integrare attraverso noci, salmone o tonno.
Anche in questo caso è possibile integrare chimicamente ma sempre consultando il medico perché anche il selenio aggiunto in quantità eccessive può essere tossico come lo iodio.

Terzo elemento essenziale: lo zinco.
Come il selenio aiuta ad attivare gli ormoni tiroidei ma in aggiunta diventa essenziale per produrre e promuovere il TSH di cui prima, ovvero quel segnale ormonale che comunica alla tiroide la produzione ormonale.
Oggi è più raro avere carenze di zinco con una buona dieta mediterranea. Ma se proprio si vuole arricchire l’organismo di zinco, alimenti come le ostriche, i frutti di mare oppure carne di manzo e pollame, sono ideali.
Quali sono i cibi da evitare per chi soffre di ipotiroidismo?
Come per molte altre patologie, esistono cibi che vanno del tutto evitati. Anche nel caso di ipotiroidismo ci sono degli alimenti che possono danneggiare la tiroide e questi sono i goitrogeni.
Si tratta di molecole soprattutto presenti in alcuni vegetali che prendono il loro nome proprio dal gozzo, ovvero quella formazione presso la gola, dovuta proprio all’ipotiroidismo in cui c’è un tentativo di aumento della produzione degli ormoni e un aumento di questa speciale ghiandola.
Sorprendentemente molti cibi contengono goitrogeni, tra cui i più comuni sono i cibi a base di soia, come il tofu, il tempeh, l’edamame e alcune verdure come i cavoli i broccoli e gli spinaci. Alcuni frutti e piante amilacee come patate dolci, fragole, pesche e alcune noci e semi come il miglio, i pinoli e le arachidi.
In teoria le persone con ipotiroidismo dovrebbero evitare del tutto i goitrogeni ma quello che si è visto negli studi dimostrano che in particolar modo sono le persone con una carenza di iodio a soffrire dei goitrogeni e della loro presenza negli alimenti.
Un altro interessante studio recente ha dimostrato che il miglio perlato ha un effetto negativo sulla tiroide anche coi giusti livelli di iodio nel sangue.
Quali sono quindi i cibi da evitare?
Fortunatamente non ci sono tantissimi cibi da evitare per chi soffre ipotiroidismo. Come detto finora, è meglio moderare l’assunzione di cibi ricchi di goitrogeni e principalmente cuocerli per evitare che questa molecola venga ingerita così sana in natura. Inoltre è buono evitare tutti quegli alimenti ricchi di grassi saturi perché con un metabolismo basso il corpo fatica a bruciarli.
Ecco un elenco di cibi da evitare:
- il miglio in tutte le sue varietà
- alimenti altamente processati
- hot dog
- torte
- pasticcini
Inoltre, sempre da evitare, gli integratori di iodio e selenio perché se hai un’adeguata dieta l’eccesso di queste molecole potrebbe diventare tossico e avere degli effetti negativi sulla tiroide
ecco invece alcuni cibi da utilizzare con moderazione perché hanno presente al loro interno i goitrogeni:
- cibi a base di soia
- verdure crucifere (la famiglia dei cavoli in generale)
- alcuni frutti come le pesche, le pere e le fragole
- alcune bevande come il caffè, l’alcol e il tè verde
Si, anche il tè verde, nonostante sia benefico in tante altre situazioni per chi ha ipotiroidismo andrebbe evitato. Quindi ancora una volta si conferma la regola che non c’è una dieta universale per tutti e che ognuno deve averne una personalizzata.
E gli alimenti che si possono mangiare con tranquillità, quali sono?
Per cominciare le uova. Sono un alimento sanissimo e il loro tuorlo è ricco di selenio e iodio mentre nell’albume si trovano moltissime proteine.
Anche la carne va benissimo nella dieta. Carne di agnello, manzo e pollo e in più il pesce e i frutti di mare sono ottimi per chi ha problema di ipotiroidismo.
Le verdure in generale tutte tranne i cavoli di cui si parlava sopra. Per quanto riguarda la frutta, va bene un po’ tutta ma principalmente banane, arance o anche i pomodori e le bacche.
Tra i cereali e i semi consigliati il grano saraceno, la quinoa e i semi di lino in generale.
Le farine è meglio metterle da parte non tanto per un problema diretto sull’ipotiroidismo ma in quanto possono portare a quella che si chiama sindrome dell’intestino permeabile che può avere poi delle conseguenze negative sul sistema immunitario.
I latticini vanno tutti beni inclusi formaggi, yogurt e latte.
Per le bevande meglio preferire l’acqua (anche effervescente naturale) evitare le bibite gasate (quello sempre, a prescindere dalle malattie) e le bevande con tanta caffeina proprio perché alterano il metabolismo.
Occhio alla bilancia!

In aggiunta, prima di concludere, alcuni consigli per controllare il tuo peso ed evitare che questo rallentamento metabolico possa portare ad aumentarlo in eccesso.
Il primo consiglio riguarda il riposo. E’ importante fare il pieno di energie attraverso un sonno profondo e ristoratore.
L’ideale è raggiungere le 7/8 ore di sonno a notte perché tutti gli studi ormai dimostrano che chi dorme meno di questa quantità di ore abbia molta più possibilità di mangiare di più e conseguentemente aumentare di peso.
Secondo consiglio: imparare a praticare un’alimentazione consapevole.
In termini pratici significa respirare il cibo, cucinarlo, apprezzarlo e saperlo conoscere per avere un rapporto più sano che non sia semplicemente emotivo quando si è stressati o ansiosi.
Oggi tantissime persone si avvicinano al cibo per abbassare l’ansia e non è un rapporto sano perché porta semplicemente ad ingrassare e a mangiare istintivamente e senza comprenderlo.
Gli studi dimostrano che chi passa attraverso un percorso di alimentazione consapevole, seguito da un medico, ha dei benefici a lungo termine sulla salute e riesce più facilmente a controllare il peso.
Il terzo consiglio: pratica lo yoga e la meditazione.
Queste due pratiche aiuteranno a ridurre lo stress e a controllare i livelli di cortisolo nel sangue. E ricordate che stress e aumento di peso sono strettamente collegati!
E’ invece molto utile stimolare la serotonina attraverso la meditazione, che può costare solo 5/10 minuti al giorno. L’ormone del benessere della salute porterà ad avere una vita più sana e allegra, a controllare il peso e ad avere anche la volontà di fare esercizio fisico che è tanto utile.
E per finire il quarto consiglio è quello di provare una dieta a basso contenuto di carboidrati.
Lo abbiamo ripetuto tante volte anche in altri articoli, i cereali raffinati, la pasta, il pane i biscotti come tutti i dolci non sono prodotti sani, non fanno parte della nostra evoluzione se non dopo la rivoluzione agricola che li ha portati prepotentemente sulle nostre tavole.
Gli studi invece affermano che una dieta ricca in proteine e grassi sani è molto più sana e che sarebbe buono cambiare il rapporto tra proteine, grassi e carboidrati rispetto a quelle che sono le indicazioni di qualche anno fa.
La dieta chetogenica è essenziale? Non per forza.
In tante situazioni la dieta chetogenica può essere utile per quanto riguarda l’ipotiroidismo
Alcuni studi accennano alla dieta chetogenica come possibile riduttore della produzione di ormone tiroideo e quindi aumentare l’ipotiroidismo. Sono piccoli studi condotti su un numero esiguo di persone e anche i risultati non sono stati eclatanti. Solo su un piccolo numero di persone ha notato una differenza del 15/20%.
Questo ancora una volta sottolinea il fatto di come sia necessario avere il parere di un nutrizionista o del medico di fiducia. Un consiglio specifico, senza andare con la presunzione di dire: “..voglio fare questa dieta perché mi piace e sono sicuro che mi farà bene..!”.
Capire questo concetto è importante per avere buoni risultati.
Vi invito a condividere questo articolo con amici a cui possa interessare questo problema
Grazie e alla prossima