Dolore al ginocchio: piccoli consigli per stare meglio

Condividi sui social!

Nell’articolo di oggi affronteremo un argomento comune a tutti: il dolore al ginocchio. Mostrerò anche una piccola tecnica per dargli sollievo in una situazione di dolore acuto.

Vedremo come fare un semplice esercizio per mantenere la situazione e migliorarla. Inoltre spiegherò la differenza tra problema acuto e le terapie da usare quando invece c’è un dolore cronico con altri tipi di interventi.

Articolazione

Il ginocchio è una delle articolazioni più delicate e particolari del nostro organismo perché si trova in una zona di passaggio tra la muscolatura del bacino e l’appoggio al piede.

Lavora principalmente nell’asse di flesso- estensione in avanti e indietro, anche se deve avere piccole capacità di adattamento sugli altri piani di movimento per evitare traumi. Infatti essendo una parte delicata subisce spesso traumi poiché rappresenta un po’ l’anello debole di tutta la catena della gamba.

Infatti è molto comune aver avuto vari tipi di lesione, tra cui quella al legamento, ai menischi oppure infiammazioni articolari tra la rotula e il femore. A lungo andare questo può causare disturbi come dolore e fastidi.

Dolore acuto

Andiamo passo-passo e consideriamo una situazione di dolore acuto. Immaginiamo che durante una bella partita di calcetto, dopo un intervento come minimo da cartellino giallo, ti abbiano sbattuto a terra mettendo male il piede o cadendo sul ginocchio.

In quel momento c’è stata una sofferenza immediata, un gonfiore fastidioso e che quindi adesso non ti permette nemmeno di camminare come si deve.

Questa fase è quella che si definisce di infiammazione acuta, cosa significa?
Significa che all’interno del ginocchio si è creata una piccola lesione che potrebbe interessare il menisco  come il legamento o anche un’articolazione.

L’infiammazione di per sé non deve preoccupare, perché è un segno di riparazione da parte del nostro corpo. Vuol dire che un tessuto si è leggermente strappato e l’organismo sta cercando di metterlo a posto nel miglior modo possibile e ciò causa dolore.

E’ proprio per questo che il ginocchio si gonfia e si infiamma, vuol dire che si stanno producendo particelle pro-infiammatorie che riparano la struttura.

In realtà, per gli addetti ai lavori l’infiammazione è un termine positivo che significa che il corpo agisce per guarire, sta riparando una lesione del corpo. Gonfiore e dolore sono perfetti sintomi di un corpo-macchina che funziona. Tutta questa attenzione è utile per non peggiorare le cose attorno alla lesione evitando di compromettere di più la zona interessata.

Diminuire il dolore

Cosa facciamo però se abbiamo dolore acuto e vogliamo diminuirlo?
Prima di tutto è meglio trattarlo con il ghiaccio, che ferma in parte il gonfiore. In secondo luogo il modo migliore per diminuire il dolore è fare movimento. Attenzione però, un movimento controllato, che non peggiori la situazione sovraccaricando la zona interessata.

Per cui, se il dolore è tale che per i primi 2/3 giorni il peso sulla gamba porta a zoppicare, è un buon segno perché si è sulla strada della guarigione, ma si deve evitare di camminare e fare grandi sforzi. Si può però fare un tipo di movimento che possa sbloccare un po’ il ginocchio aiutandolo in questa fase infiammatoria a guarire il prima possibile.

Quindi si può andare a muovere il ginocchio in una posizione di sicurezza, ovvero quando è penzoloni.

Questa posizione è ideale per due motivi: da una parte si va a ridurre la pressione tra i due capi ossei e aprendo gli spazi permette ai liquidi di avere più spazio per circolare. D’altra parte questo movimento aiuta a muovere il ginocchio in sicurezza senza rischiare di fare altri danni.

L’esercizio base

Il movimento da fare è quello di sedersi su un tavolo o anche sulla sedia, e abbracciare la coscia interessata con tutte e due le mani. In questo modo si lascia cadere il ginocchio a penzoloni.

Quando ci si sentirà a proprio agio con questa posizione, senza fretta, si andrà a stendere la gamba e tornare a farla scendere giù attivando la funzione del quadricipite e muovendo l’articolazione. Così facendo si muoveranno tutti quei liquidi infiammatori all’interno che stanno lavorando alacremente per la pronta guarigione.

Il movimento quindi è uno degli aspetti più importanti anche se nella prima fase è meglio accettare il dolore ed evitare assolutamente i movimenti. Generalmente la fase infiammatoria dura dai 3 ai 7 giorni. Ci si accorge di stare superando tale fase quando effettivamente dolore e gonfiore stanno diminuendo.

Dal 7° giorno in poi inizia la vera fase di cicatrizzazione con una nuova deposizione di tessuto nella parte lesionata. Dopo i giorni di infiammazione è senza dubbio utile passare a una fase di vero e proprio esercizio attivo.

Da qui in poi, diventa ancora più importante andare a muovere di più il ginocchio per velocizzare la fase di cicatrizzazione. Magari sentirete ancora un fastidio generale, purché sia sopportabile e non un dolore intenso.

Lo squat

Quindi per questo tipo di situazione l’esercizio più adatto è lo squat. Per chi non lo conoscesse o non avesse mai frequentato ambienti di palestre, lo squat è un semplice movimento in cui si parte da una posizione eretta e ci si abbassa piegando le ginocchia col busto dritto senza mai flettere la schiena, per poi tornare in posizione eretta.

Dolore al ginocchio - Lo squat

Lo squat può essere una cosa molto faticosa se applicate manubri o addirittura bilancieri dietro la schiena, ma a corpo libero può essere un esercizio adatto a tutti.

Per iniziare va benissimo anche appoggiarsi ad un ripiano, come quello delle cucine. Lentamente ci si abbasserà come per sedersi su una sedia fino a quando il ginocchio lo permette. Non ci sono indicazioni su quante volte farlo, è in base alla tua resistenza o se il fastidio si acuisce nuovamente. Sarà il ginocchio a decidere.

Tipicamente vanno bene 4/5 ripetizioni senza sentire dolore e fermandosi un po’ prima.

Più il movimento si ripete, più si riscalderanno i muscoli attorno al ginocchio e maggiore sarà la possibilità di sopportare carichi. Giorno per giorno si riuscirà a fare uno squat sempre più completo, magari aggiungendo anche qualche peso per ritornare ad avere forza nel ginocchio quanto prima.

Il problema cronico

Se invece il problema si protrae già da tempo, da oltre 3-4 mesi, o addirittura anni, quasi sicuramente è diventato un problema cronico.

In questa situazione cause e trattamento variano rispetto alla fase acuta fin qui descritta. Per questo motivo se ci si è già sottoposti a manipolazioni, massaggi o addirittura trattamenti specifici come la Tecar-terapia si sarà notato la loro quasi del tutto inefficacia.

Il motivo principale è che in questa tipologia di meccanismi di dolore cronico si mettono in moto altre conseguenze che sono esterne a un problema locale e fisico.

E quindi cosa succede esattamente quando il dolore diventa cronico?
Immaginiamo una situazione di dolore al ginocchio dove l’informazione parte e passa il segnale attraverso i nervi arrivando al cervello.

Dolore al ginocchio - Dolore cronico

Quest’ultimo capta il segnale e va a verificare cosa succede. Se i messaggi di dolore continuano ad arrivare il cervello comincerà a preoccuparsi seriamente del ginocchio e avrà un’attenzione particolare per tutto quello che arriva da quella zona.

Per questo motivo dopo 3-4 mesi nonostante il ginocchio sia guarito ogni volta che il cervello riceve un input dal ginocchio si accende la sua attenzione mettendosi in allarme. Ciò spiegherebbe perché alla lunga anche movimenti semplici che normalmente non facevano male e non erano un problema adesso iniziano ad essere fastidiosi e dolorosi.

Non è più un problema locale del ginocchio ma è un problema di sensibilizzazione centrale.

Tale sensibilizzazione è un’attenzione aumentata da parte del cervello che riconosce come dolorosi tutti gli impulsi che vengono dal ginocchio a cui dà priorità rispetto a tutti gli altri messaggi.

Automaticamente ci si ritrova con maggiore attenzione, dolore e sensazioni fastidiose al ginocchio anche se facendo esami approfonditi non ha alcun serio problema.

In questi casi non perdere tempo con trattamenti locali ma affidati a un fisioterapista specializzato nel dolore cronico che ti possa rimettere in sesto con delle sedute mirate al problema.

Anche per oggi questo articolo termina qui, e sperando di aver catturato la vostra attenzione vi prego di condividerlo con amici e parenti. Grazie e alla prossima!

Potrebbe interessarti: Attrezzi per palestra da casa: ecco i migliori

L’AUTORE – Francesco Marramaldo, 26 anni, fisioterapista da 4 anni. Lavora in ambito domiciliare sia con pazienti cronici che con pazienti acuti.
Lavora anche in studio privato eseguendo tecniche miofasciali, terapie strumentali come Tecar, Ultrasuono, Cryoterapia, elettroterapia antalgica. Collabora con lo staff di inpienasalute.com per una diffusione consapevole del benessere.